martedì 12 gennaio 2010
E' iniziato un nuovo anno
sabato 12 dicembre 2009
Vivere … il Natale
Il Natale, per me, era e resta la festa più bella e più sentita dell’anno.
Natale
'A solita zampugna colarusa,
E, all'umbra de 'na granne ciminera,
Viju 'n'ardente, caru fuocularu;
Vittorio Butera
domenica 22 novembre 2009
IL MALE DI …vivere
I malesseri e gli stati di sofferenza più comuni sono provocati da conflitti personali, familiari o lavorativi, situazioni di crisi associate ad elevata sofferenza emotiva (separazioni, lutti..), periodi di grave stress, decisioni difficili. Si manifestano con insonnia, depressione, fobie, ossessioni, attacchi di panico, …
L’ambito dei conflitti sul lavoro è estremamente ampio, e include le situazioni più disparate, dai problemi di inserimento nel gruppo dei colleghi alle difficoltà di gestione delle relazioni fino ad arrivare a situazioni di mobbing che sono le più lesive. Le fobie costituiscono il disturbo d'ansia più comune. Sono paure fuori dall'ordinario, irrazionali, intense e persistenti nei confronti di oggetti o situazioni particolari. I disturbi d’ansia possono compromettere la qualità di vita delle persone che ne sono affette poiché esse vivono in uno stato di tensione continua. Si preoccupano non solo per gli eventi quotidiani della vita, per lo stress a cui sono sottoposti, ma per qualsiasi cosa: i familiari, la salute, la situazione economica, il lavoro, il mondo che li circonda. Le ossessioni sono idee fisse, irrazionali che si presentano ripetutamente nella mente di un individuo.
La naturale conseguenza di molti di questi disturbi è un progressivo isolamento, prima dagli amici, poi dal lavoro, riducendo al minimo le proprie attività.
La famiglia e gli amici devono essere attenti a diventare protagonisti e risorsa dell’individuo sofferente. E’ necessario prevenirne l’isolamento e stimolarlo alla comunicazione e all’apertura verso il mondo esterno.
giovedì 22 ottobre 2009
VIVERE CON…gioia
venerdì 18 settembre 2009
LA CALUNNIA È … un venticello
La bugia in alcuni casi può essere considerata deplorevole ma tutto sommato innocua.
Quando invece colpisce le persone e va a ledere la dignità e il modo di vivere degli individui diventa abominevole!
Pensavo all’aria di Rossini che descrive la calunnia nei dettagli e per bene.
Tuttavia c’è da fare un’osservazione: oggi a differenza di un tempo si è più restii a credere e a dare per buone tutte le dicerie… col tempo si è rafforzato il beneficio del dubbio!
Resta comunque vero che è difficile cancellare le “verità” che si affermano con le calunnie!!!
La calunnia è un venticello
Un'auretta assai gentile
Che insensibile sottile
Leggermente dolcemente
Incomincia a sussurrar.
Piano piano terra terra
Sotto voce sibillando
Va scorrendo, va ronzando,
Nelle orecchie della gente
S'introduce destramente,
E le teste ed i cervelli
Fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo
Lo schiamazzo va crescendo:
Prende forza a poco a poco,
Scorre già di loco in loco,
Sembra il tuono, la tempesta
Che nel sen della foresta,
Va fischiando, brontolando,
E ti fa d'orror gelar.
Alla fin trabocca, e scoppia,
Si propaga si raddoppia
E produce un'esplosione
Come un colpo di cannone,
Un tremuoto, un temporale,
Un tumulto generale
Che fa l'aria rimbombar.
E il meschino calunniato
Avvilito, calpestato
Sotto il pubblico flagello
Per gran sorte va a crepar.
Rossini - Il Barbiere di Siviglia
La calunnia è un vocabolo sdentato
che quando arrivaa destinazione
mette mandibole di ferrro
Alda Merini
giovedì 23 luglio 2009
TUTTO PASSA
Tutto è destinato a cambiare, il tempo passa inesorabile e noi assistiamo impotenti a questi cambiamenti e alla velocità con cui tutto passa. Sembrava ieri … il ricordo di un vissuto lontano e ti rendi conto che è trascorso un pezzo di vita, ti rendi conto di quanto sia breve la vita!!!
Non è una riflessione pessimistica, ma una costatazione della realtà, che purtroppo non ci porta da nessuna parte se non alla necessità di dare un significato più profondo al nostro vivere.
Nei momenti brutti della nostra vita pensare che il tempo passa ci può aiutare, ci aiuta ad affrontare le situazioni difficili, ma in altri momenti ci deve spingere a vivere pienamente e consapevolmente, ad assaporare ogni attimo della vita perché il tempo, considerando come ci sfugge, … è prezioso!
Poiché il tempo non è una persona
Siccome una giornata bene spesa dà lieto dormire,
così una vita bene usata dà lieto morire.
Il tempo è la forma in cui noi diventiamo padroni e consci
del nostro essere spirituale,
della nostra natura vivente,
opposta alla morta materia e alla rigida meccanica.
Quel che noi siamo,
lo diventiamo non solo nel tempo, ma grazie al tempo.
Non solo siamo la somma dei singoli momenti della nostra vita,
ma il prodotto dei nuovi aspetti che essi acquistano ad ogni nuovo momento.
L’esistenza riceve vita solo dalla prospettiva
di un presente che risulta dal nostro passato.
Non c’è felicità fuori dal ricordo.
venerdì 3 luglio 2009
BENVENUTO Lorenzo
Hai già trovato posto nei pensieri e nel cuore di tutti noi.
Oggi compi un mese e pare che solo adesso sei in grado di soffermare lo sguardo sulle cose che ti circondano riuscendo a distinguere le immagini e a cogliere i contorni del volto di quelle persone meravigliose che ti stanno accanto.
Mi sono commossa guardando la tua mamma, … come ti sfiora la fronte con le labbra, con quanta dolcezza ti passa la mano sul viso… e tuo padre, sembra voglia proteggerti dal mondo, ti avvolge con le braccia per metterti al riparo da ogni pericolo.
Meravigliosi entrambi!
Tre cose ci sono rimaste del paradiso:
le stelle, i fiori e i bambini
Un mercante mandò il figlio ad apprendere il segreto della felicità dal più saggio di tutti gli uomini.
Il ragazzo vagò per quaranta giorni nel deserto, finché giunse a un meraviglioso castello in cima a una montagna. Là viveva il Saggio che il ragazzo cercava.Invece di trovare un sant'uomo, però, il nostro eroe entrò in una sala dove regnava un'attività frenetica: mercanti che entravano e uscivano, ovunque gruppetti che parlavano, una orchestrina che suonava dolci melodie. E c'era una tavola imbandita con i più deliziosi piatti di quella regione del mondo.
Il Saggio parlava con tutti, e il ragazzo dovette attendere due ore prima che arrivasse il suo turno per essere ricevuto.
Il Saggio ascoltò attentamente il motivo della visita, ma disse al ragazzo che in quel momento non aveva tempo per spiegargli il segreto della felicità. Gli suggerì di fare un giro per il palazzo e di tornare dopo due ore. Nel frattempo, voglio chiederti un favore - Concluse il Saggio, consegnandogli un cucchiaino da tè su cui versò due gocce d'olio - Mentre cammini, porta questo cucchiaino senza versare l’olio. Il ragazzo cominciò a salire e scendere le scalinate del palazzo, sempre tenendo gli occhi fissi sul cucchiaino. Trascorse le due ore ritornò al cospetto del Saggio. Allora - gli domandò questi - hai visto gli arazzi della Persia che si trovano nella mia sala da pranzo? Hai visto i giardini che il Maestro dei Giardinieri ha impiegato dieci anni a creare? Hai notato le belle pergamene della mia biblioteca?
Il ragazzo, vergognandosi, confessò di non avere visto niente. La sua unica preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d'olio che il Saggio gli aveva affidato. Ebbene, allora torna indietro e guarda le meraviglie del mio mondo - disse il Saggio - Non puoi fidarti di un uomo se non conosci la sua casa.Tranquillizzato, il ragazzo prese il cucchiaino e di nuovo si mise a passeggiare per il palazzo, questa volta osservando tutte le opere d'arte appese al soffitto e alle pareti. Notò i giardini, le montagne circostanti, la delicatezza dei fiori, la raffinatezza con cui ogni opera d'arte disposta al proprio posto. Di ritorno al cospetto del Saggio, riferì particolareggiatamente su tutto quello che aveva visto.Ma dove sono le due gocce d'olio che ti ho affidato? - Domandò il Saggio.Guardando il cucchiaino, il ragazzo si accorse di averle versate.Ebbene, questo è l'unico consiglio che ho da darti - concluse il più Saggio dei saggi - Il segreto della felicità consiste nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza dimenticare le due gocce d'olio nel cucchiaino.
Le due gocce d’olio- “ L’Alchimista” di Paulo Coelho