Considero Rita Levi Montalcini una delle pià grandi donne della storia. Straordinaria scienziata e donna che ha lottato per tutte le ingiustizie umane. Grazie per l'esempio di vita che lasci
domenica 30 dicembre 2012
sabato 29 dicembre 2012
LA VERITA'
“La verità è un mare di fili d’erba che si piegano al vento,
vuol essere sentita come movimento, assorbita come respiro.
E’ una roccia solo per chi non la sente e non la respira,
quegli vi sbatterà sanguinosamente la testa”.
Elias Canetti
vuol essere sentita come movimento, assorbita come respiro.
E’ una roccia solo per chi non la sente e non la respira,
quegli vi sbatterà sanguinosamente la testa”.
Elias Canetti
giovedì 20 dicembre 2012
Sulla Calabria
“Provavo un gran dispiacere a dover lasciare la
Calabria.
Le sue bellezze avevano esercitato una specie di
magica ascendenza su di me e sentivo che sarebbe stata eterna.
Avevo la sensazione che qualsiasi cosa avessi visto in
futuro non avrebbe suscitato in me sensazioni altrettanto piacevoli ed
indelebili.
Di questo non ho dubbi.
Anzi, ho la presunzione di affermare che in
nessun’altra parte d’Europa la natura ha tracciato in modo così magnifico le
linee che il genio e l’opera umana devono seguire o gli sforzi dell’arte
migliorare."
Così il letterato tedesco Richard Keppel Craven
scriveva nel 1821 all’indomani di un suo lungo viaggio in Calabria.
mercoledì 5 dicembre 2012
CREDERE E' UNA BELLA COSA
Credere è una bella cosa,
ma mettere
in atto le cose in cui si crede
è una prova di forza.
Sono molti coloro che
parlano come il fragore del mare,
ma la loro vita è poco profonda
e stagnante
come una putrida palude.
Sono molti coloro che
levano il capo
al di sopra delle cime delle montagne,
al di sopra delle cime delle montagne,
ma il loro spirito rimane addormentato
nell'oscurità delle
caverne.
Kahlil Gibranlunedì 26 novembre 2012
PRIORITA'
Un
professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vaso
di marmellata vuoto e cominciò a riempirlo con dei sassi, di circa 3 cm di
diametro.
Una volta fatto chiese
agli studenti se il contenitore fosse pieno ed essi, risposero di sì.
Allora il professore tirò fuori una scatola piena di piselli, li versò dentro il vaso e lo scosse delicatamente. Ovviamente i piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi.
Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vaso fosse pieno ed essi, ancora una volta, dissero di sì.
Allora il professore tirò fuori una scatola piena di piselli, li versò dentro il vaso e lo scosse delicatamente. Ovviamente i piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi.
Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vaso fosse pieno ed essi, ancora una volta, dissero di sì.
Allora il professore tirò
fuori una scatola piena di sabbia e la versò dentro il vaso. Ovviamente la
sabbia riempì ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto. Ancora una volta
il professore chiese agli studenti se il vaso fosse pieno e questa volta essi
risposero di sì, senza dubbio alcuno.
Allora il professore tirò fuori, da sotto la scrivania, 2 lattine di birra e le versò completamente dentro il vasetto, inzuppando la sabbia. Gli studenti risero.
Allora il professore tirò fuori, da sotto la scrivania, 2 lattine di birra e le versò completamente dentro il vasetto, inzuppando la sabbia. Gli studenti risero.
"Ora," disse il
professore non appena svanirono le risate, "pensate che questo vaso
rappresenti la vostra vita.
I sassi sono le cose
importanti - la vostra famiglia, i vostri amici, la vostra salute - le cose per
le quali se tutto il resto fosse perso, la vostra vita sarebbe ancora piena.
I piselli sono le altre cose per voi importanti: come la vostra scuola o il vostro lavoro, la vostra casa, la vostra auto. La sabbia è tutto il resto......le piccole cose".
"Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia", continuò il professore, "non ci sarebbe spazio per i piselli e per i sassi. Lo stesso vale per la vostra vita: se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono importanti.
Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici. Ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l'auto. Prendetevi cura prima di tutto dei sassi, le cose che veramente contano. Fissate le vostre priorità... il resto è solo sabbia."
I piselli sono le altre cose per voi importanti: come la vostra scuola o il vostro lavoro, la vostra casa, la vostra auto. La sabbia è tutto il resto......le piccole cose".
"Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia", continuò il professore, "non ci sarebbe spazio per i piselli e per i sassi. Lo stesso vale per la vostra vita: se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono importanti.
Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici. Ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l'auto. Prendetevi cura prima di tutto dei sassi, le cose che veramente contano. Fissate le vostre priorità... il resto è solo sabbia."
Una studentessa allora
alzò la mano e chiese al professore cosa rappresentasse la birra.
Il professore sorrise: "Sono contento che tu me lo abbia chiesto. Era solo per dimostrarvi che per quanto piena possa essere la vostra vita, c'è sempre spazio per un paio di birre!!!"
Il professore sorrise: "Sono contento che tu me lo abbia chiesto. Era solo per dimostrarvi che per quanto piena possa essere la vostra vita, c'è sempre spazio per un paio di birre!!!"
(Anonimo)
venerdì 23 novembre 2012
LE RANOCCHIE NELLA PANNA
C'erano una volta due
ranocchie che caddero in un recipiente di panna. Immediatamente intuirono che
sarebbero annegate: era impossibile nuotare o galleggiare a lungo in quella
massa densa come sabbie mobili. All'inizio, le due rane scalciarono nella panna
per arrivare al bordo del recipiente però era inutile, riuscivano solamente a
sguazzare nello stesso punto e ad affondare.
Sentivano che era sempre più difficile affiorare in superficie e respirare. Una di loro disse a voce alta:
- «Non ce la faccio più. E' impossibile uscire da qui, questa roba non è fatta per nuotarci. Dato che morirò, non vedo il motivo per il quale prolungare questa sofferenza. Non comprendo che senso ha morire sfinita per uno sforzo sterile».
Sentivano che era sempre più difficile affiorare in superficie e respirare. Una di loro disse a voce alta:
- «Non ce la faccio più. E' impossibile uscire da qui, questa roba non è fatta per nuotarci. Dato che morirò, non vedo il motivo per il quale prolungare questa sofferenza. Non comprendo che senso ha morire sfinita per uno sforzo sterile».
E detto questo, smise di scalciare e annegò
con rapidità, venendo letteralmente inghiottita da quel liquido bianco e denso.
L'altra rana, più perseverante o forse più cocciuta, disse fra sé e sé:
- «Non c'è verso! Non si può fare niente per superare questa cosa. Comunque, dato che la morte mi sopraggiunge, preferisco lottare fino al mio ultimo respiro. Non vorrei morire un secondo prima che giunga la mia ora». E continuò a scalciare e a sguazzare sempre nello stesso punto, senza avanzare di un solo centimetro. Per ore ed ore! E ad un tratto... dal tanto scalciare, agitare e scalciare... La panna si trasformò in burro. La rana sorpresa spiccò un salto e pattinando arrivò fino al bordo del recipiente. Da lì, non gli rimaneva altro che tornare a casa gracidando allegramente.
L'altra rana, più perseverante o forse più cocciuta, disse fra sé e sé:
- «Non c'è verso! Non si può fare niente per superare questa cosa. Comunque, dato che la morte mi sopraggiunge, preferisco lottare fino al mio ultimo respiro. Non vorrei morire un secondo prima che giunga la mia ora». E continuò a scalciare e a sguazzare sempre nello stesso punto, senza avanzare di un solo centimetro. Per ore ed ore! E ad un tratto... dal tanto scalciare, agitare e scalciare... La panna si trasformò in burro. La rana sorpresa spiccò un salto e pattinando arrivò fino al bordo del recipiente. Da lì, non gli rimaneva altro che tornare a casa gracidando allegramente.
(da: "Déjame que te
cuente" di Jorge Bucay - )
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