Dovrà imparare, lo so, che non tutti gli uomini sono giusti, che non tutti gli uomini sono sinceri.
Però gli insegni anche che per ogni delinquente, c’è un eroe;
che per ogni politico egoista c’è un leader scrupoloso….
Gli insegni che per ogni nemico c’è un amico,
cerchi di tenerlo lontano dall’invidia, se ci riesce,
e gli insegni il segreto di una risata discreta.
Gli faccia imparare subito che i bulli sono i primi ad essere sconfitti….
Se può, gli trasmetta la meraviglia dei libri….
Ma gli lasci anche il tempo tranquillo per ponderare l’eterno mistero degli uccelli nel cielo, delle api nel sole e dei fiori su una verde collina.
Gli insegni che a scuola è molto più onorevole sbagliare piuttosto che imbrogliare…
Gli insegni ad avere fiducia nelle proprie idee, anche se tutti gli dicono che sta sbagliando…
Gli insegni ad essere gentile con le persone gentili e rude con i rudi.
Cerchi di dare a mio figlio la forza per non seguire la massa, anche se tutti saltano sul carro del vincitore…
Gli insegni a dare ascolto a tutti gli uomini,
ma gli insegni anche a filtrare ciò che ascolta col setaccio della verità, trattenendo solo il buono che vi passa attraverso.
Gli insegni, se può, come ridere quando è triste.
Gli insegni che non c’è vergogna nelle lacrime.
Gli insegni a schernire i cinici ed a guardarsi dall’eccessiva dolcezza.
Gli insegni a vendere la sua merce al miglior offerente, ma a non dare mai un prezzo al proprio cuore e alla propria anima.
Gli insegni a non dare ascolto alla gentaglia urlante e ad alzarsi e combattere, se è nel giusto.
Lo tratti con gentilezza, ma non lo coccoli, perché solo attraverso la prova del fuoco si fa un buon acciaio.
Lasci che abbia il coraggio di essere impaziente.
Lasci che abbia la pazienza per essere coraggioso.
Gli insegni sempre ad avere una sublime fiducia in sé stesso,
perché solo allora avrà una sublime fiducia nel genere umano.
So che la richiesta è grande, ma veda cosa può fare…
E’ un così caro ragazzo, mio figlio!
Abraham Lincoln
sabato 1 giugno 2013
mercoledì 15 maggio 2013
Mamma
Oggi in giardino mia mamma mi ha chiesto "Quanti anni ho?" "Mamma, hai 89 anni" "Fatti conto che ci dobbiamo salutare!". E' stato un colpo allo stomaco! Mia mamma non è mai stata di battute così pesanti, con lei la conversazione è stata sempre leggera e limitata a cose futili. Non so da dove le sia uscita questa osservazione ma sicuramente mi ha colpito. Io non ho mai pensato di perderla e non voglio pensare a niente di questo... voglio vivere la tua presenza mamma, sapere che esco da scuola e ti vengo a salutare, vengo a casa tua e ti trovo, che la domenica ci aspetti!
Che ci sei!
martedì 16 aprile 2013
A MIO PADRE
Oggi ricorre il tuo compleanno, tu non ci sei ma la tua presenza è forte in me. Il mio pensiero va a te molte volte nel corso delle giornata. Penso a ciò che mi diresti, a come tu affronteresti le cose. Uno dei tuoi insegnamenti che mi ritorna in mente spesso: "L'unione fa la forza e la forza di una famiglia è l'unione". Sapessi come ci penso a questa cosa e non solo io ma tutti e crederci ci tiene ancora più uniti! Grazie per la meravigliosa eredirà che ci hai lasciato: i tuoi insegnamenti e credere e volere una famiglia unita, sono convinta che sia la ricchezza più grande per ogni persona!
L'ASINO E IL CONTADINO
Un giorno l'asino di un contadino cadde in un
pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscire. Il povero
animale continuò a ragliare sonoramente per ore. Il contadino era
straziato dai lamenti dell'asino, voleva
salvarlo e cercò in tutti i modi di tirarlo fuori ma dopo inutili
tentativi, si rassegnò e prese una decisione crudele. Poiché l'asino era
ormai molto vecchio e non serviva più a nulla e poiché il pozzo era
ormai secco e in qualche modo bisognava chiuderlo, chiese aiuto agli
altri contadini del villaggio per ricoprire di terra il pozzo. Il povero
asino imprigionato, al rumore delle palate e alle zolle di terra che
gli piovevano dal cielo capì le intenzioni degli esseri umani e scoppiò
in un pianto irrefrenabile. Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un
certo numero di palate di terra, l'asino rimase quieto. Passò del tempo,
nessuno aveva il coraggio di guardare nel pozzo mentre continuavano a
gettare la terra. Finalmente il contadino guardò nel pozzo e rimase
sorpreso per quello che vide, L'asino si scrollava dalla groppa ogni
palata di terra che gli buttavano addosso, e ci saliva sopra. Man mano
che i contadini gettavano le zolle di terra, saliva sempre di più e si
avvicinava al bordo del pozzo. Zolla dopo zolla, gradino dopo gradino
l'asino riuscì ad uscire dal pozzo con un balzo e cominciò a trottare
felice.
Quando la vita ci affonda in pozzi neri e profondi, il segreto per uscire più forti dal pozzo é scuoterci la terra di dosso e fare un passo verso l'alto. Ognuno dei nostri problemi si trasformerà in un gradino che ci condurrà verso l’uscita. Anche nei momenti più duri e tristi possiamo risollevarci lasciando alle nostre spalle i problemi più grandi, anche se nessuno ci da una mano per aiutarci.
La vita andrà a buttarti addosso molta terra, ogni tipo di terra. Principalmente se sarai dentro un pozzo. Il segreto per uscire dal pozzo consiste semplicemente nello scuotersi di dosso la terra che si riceve e nel salirci sopra. Quindi, accetta la terra che ti tirano addosso, poiché essa può costituire la soluzione e non il problema.
Quando la vita ci affonda in pozzi neri e profondi, il segreto per uscire più forti dal pozzo é scuoterci la terra di dosso e fare un passo verso l'alto. Ognuno dei nostri problemi si trasformerà in un gradino che ci condurrà verso l’uscita. Anche nei momenti più duri e tristi possiamo risollevarci lasciando alle nostre spalle i problemi più grandi, anche se nessuno ci da una mano per aiutarci.
La vita andrà a buttarti addosso molta terra, ogni tipo di terra. Principalmente se sarai dentro un pozzo. Il segreto per uscire dal pozzo consiste semplicemente nello scuotersi di dosso la terra che si riceve e nel salirci sopra. Quindi, accetta la terra che ti tirano addosso, poiché essa può costituire la soluzione e non il problema.
mercoledì 27 marzo 2013
A Nicola
Ti auguro di realizzare i tuoi sogni,
di raggiungere i tuoi traguardi,
di lottare per le tue idee,
di amare intensamente
ed essere amato con altrettanta forza
per come sei, per quel che sei.
Ti auguro di vivere con passione,
di trovare ogni giorno
forza e motivazione
nel fare le cose
anche le piccole cose.
Ti auguro tanta gioia
nel cuore e nella mente,
tanta voglia di ridere e di vivere.
Ti auguro di essere felice,
di non conoscere il dolore,
quello vero,
di superare le sfide e i dispiaceri,
di vincerli.
Con tutta la forza del mio amore!
di raggiungere i tuoi traguardi,
di lottare per le tue idee,
di amare intensamente
ed essere amato con altrettanta forza
per come sei, per quel che sei.
Ti auguro di vivere con passione,
di trovare ogni giorno
forza e motivazione
nel fare le cose
anche le piccole cose.
Ti auguro tanta gioia
nel cuore e nella mente,
tanta voglia di ridere e di vivere.
Ti auguro di essere felice,
di non conoscere il dolore,
quello vero,
di superare le sfide e i dispiaceri,
di vincerli.
Con tutta la forza del mio amore!
domenica 24 febbraio 2013
LA FAMIGLIA
"Una famiglia è un posto in cui le anime vengono a contatto tra loro. Se si
amano a vicenda, la casa sarà bella come un giardino di fiori. Ma se le anime
perdono l’armonia tra loro, sarà come se una tempesta avesse distrutto quel
giardino." Buddha.
sabato 2 febbraio 2013
IL VIOLINISTA
Un uomo si mise
a sedere in una stazione della metro a Washington DC ed iniziò
a suonare il violino; era un freddo mattino di gennaio. Suonò sei pezzi di Bach
per circa 45 minuti. Durante questo tempo, poiché era l’ora di punta, era stato
calcolato che migliaia di persone sarebbero passate per la stazione, molte
delle quali sulla strada per andare al lavoro.
Passarono 3
minuti ed un uomo di mezza età notò che c’era un musicista che suonava.
Rallentò il passo e si fermò per alcuni secondi e poi si affrettò per non
essere in ritardo sulla tabella di marcia.
Alcuni minuti dopo, il violinista ricevette il primo dollaro di mancia: una
donna tirò il denaro nella cassettina e senza neanche fermarsi continuò a
camminare.
Pochi minuti
dopo, qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo, ma l’uomo guardò l’orologio
e ricominciò a camminare.
Quello che
prestò maggior attenzione fu un bambino di 3 anni. Sua madre
lo tirava, ma il ragazzino si fermò a guardare il violinista. Finalmente la
madre lo tirò con decisione ed il bambino continuò a camminare girando la testa
tutto il tempo. Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri bambini.
Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi.
Nei 45 minuti in
cui il musicista suonò, solo 6 persone si fermarono e rimasero un momento.
Circa 20 gli diedero dei soldi, ma continuarono a camminare normalmente.
Raccolse 32 dollari.
Quando finì di suonare e tornò il silenzio, nessuno se ne accorse. Nessuno
applaudì, ne’ ci fu alcun riconoscimento.
Questa è una
storia vera.
Nessuno lo
sapeva ma il violinista era Joshua Bell, uno dei più grandi
musicisti al mondo. Suonò uno dei pezzi più complessi mai scritti, con un
violino del valore di 3,5 milioni di dollari.
Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto esaurito
al teatro di Boston e i posti costavano una media di 100
dollari.
L’esecuzione di
Joshua Bell in incognito nella stazione della metro fu organizzata dal
quotidiano Washington Post come parte di un esperimento sociale sulla
percezione, il gusto e le priorità delle persone. La domanda era: “In un
ambiente comune ad un’ora inappropriata: percepiamo la bellezza? Ci fermiamo ad
apprezzarla? Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?”.
Ecco una domanda
su cui riflettere: “Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei
migliori musicisti al mondo suonare la miglior musica mai scritta, quante
altre cose ci stiamo perdendo?”
Credo che qualsiasi commento a questa storia sia
superfluo; ora è tempo di fare una riflessione sul senso della bellezza, della
musica, dei piccoli tesori nascosti, dei talenti
non riconosciuti soltanto perchè non hanno avuto la fortuna del successo. E’ possibile che riconosciamo solo il conosciuto? Ma come può lo sconosciuto, essere riconosciuto, farsi apprezzare senza avere “santi in paradiso”; o inaspettati colpi di fortuna? Se siamo in grado di trovare una risposta a questa domanda, saremo già sulla buona strada.
non riconosciuti soltanto perchè non hanno avuto la fortuna del successo. E’ possibile che riconosciamo solo il conosciuto? Ma come può lo sconosciuto, essere riconosciuto, farsi apprezzare senza avere “santi in paradiso”; o inaspettati colpi di fortuna? Se siamo in grado di trovare una risposta a questa domanda, saremo già sulla buona strada.
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