venerdì 18 settembre 2009

LA CALUNNIA È … un venticello

Gli ultimi tempi mi è capitato di vivere situazioni che mi hanno fatto riflettere sulla forza e l’influenza che possono avere le bugie nella vita delle persone.
La bugia in alcuni casi può essere considerata deplorevole ma tutto sommato innocua.
Quando invece colpisce le persone e va a ledere la dignità e il modo di vivere degli individui diventa abominevole!
Pensavo all’aria di Rossini che descrive la calunnia nei dettagli e per bene.

Tuttavia c’è da fare un’osservazione: oggi a differenza di un tempo si è più restii a credere e a dare per buone tutte le dicerie… col tempo si è rafforzato il beneficio del dubbio!
Resta comunque vero che è difficile cancellare le “verità” che si affermano con le calunnie!!!

La calunnia è un venticello

Un'auretta assai gentile
Che insensibile sottile
Leggermente dolcemente
Incomincia a sussurrar.
Piano piano terra terra
Sotto voce sibillando
Va scorrendo, va ronzando,
Nelle orecchie della gente
S'introduce destramente,
E le teste ed i cervelli
Fa stordire e fa gonfiar.

Dalla bocca fuori uscendo

Lo schiamazzo va crescendo:
Prende forza a poco a poco,
Scorre già di loco in loco,
Sembra il tuono, la tempesta
Che nel sen della foresta,
Va fischiando, brontolando,
E ti fa d'orror gelar.
Alla fin trabocca, e scoppia,
Si propaga si raddoppia
E produce un'esplosione
Come un colpo di cannone,
Un tremuoto, un temporale,
Un tumulto generale
Che fa l'aria rimbombar.
E il meschino calunniato
Avvilito, calpestato
Sotto il pubblico flagello
Per gran sorte va a crepar.
Rossini - Il Barbiere di Siviglia

La calunnia è un vocabolo sdentato
che quando arrivaa destinazione
mette mandibole di ferrro

Alda Merini

giovedì 23 luglio 2009

TUTTO PASSA

Panta rei os potamòs (dal greco πάντα ῥεῖ), tradotto come “Tutto scorre come un fiume” è il celebre aforisma attribuito ad Eraclito. L'espressione proviene da un frammento del trattato sulla natura “Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’ impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va”. In questo frammento Eraclito sottolinea come l'uomo non possa mai ripetere la stessa esperienza per due volte poiché egli è sottoposto alla legge inesorabile del tempo, ed è proprio vero: tutto scorre, tutto muta, tutto si evolve...
Tutto è destinato a cambiare, il tempo passa inesorabile e noi assistiamo impotenti a questi cambiamenti e alla velocità con cui tutto passa. Sembrava ieri … il ricordo di un vissuto lontano e ti rendi conto che è trascorso un pezzo di vita, ti rendi conto di quanto sia breve la vita!!!
Non è una riflessione pessimistica, ma una costatazione della realtà, che purtroppo non ci porta da nessuna parte se non alla necessità di dare un significato più profondo al nostro vivere.
Nei momenti brutti della nostra vita pensare che il tempo passa ci può aiutare, ci aiuta ad affrontare le situazioni difficili, ma in altri momenti ci deve spingere a vivere pienamente e consapevolmente, ad assaporare ogni attimo della vita perché il tempo, considerando come ci sfugge, … è prezioso!

Poiché il tempo non è una persona
che potremmo raggiungere sulla strada
quando se ne sarà andata,
onoriamolo con letizia e allegrezza di spirito
quando ci passa accanto.
Wolfgang Goethe

Siccome una giornata bene spesa dà lieto dormire,
così una vita bene usata dà lieto morire.
Leonardo Da Vinci

Il tempo è la forma in cui noi diventiamo padroni e consci
del nostro essere spirituale,
della nostra natura vivente,
opposta alla morta materia e alla rigida meccanica.
Quel che noi siamo,
lo diventiamo non solo nel tempo, ma grazie al tempo.
Non solo siamo la somma dei singoli momenti della nostra vita,
ma il prodotto dei nuovi aspetti che essi acquistano ad ogni nuovo momento.
L’esistenza riceve vita solo dalla prospettiva
di un presente che risulta dal nostro passato.
Non c’è felicità fuori dal ricordo.


venerdì 3 luglio 2009

BENVENUTO Lorenzo

Piccolo, magrolino …e tanto bello!
Hai già trovato posto nei pensieri e nel cuore di tutti noi.
Oggi compi un mese e pare che solo adesso sei in grado di soffermare lo sguardo sulle cose che ti circondano riuscendo a distinguere le immagini e a cogliere i contorni del volto di quelle persone meravigliose che ti stanno accanto.
Mi sono commossa guardando la tua mamma, … come ti sfiora la fronte con le labbra, con quanta dolcezza ti passa la mano sul viso… e tuo padre, sembra voglia proteggerti dal mondo, ti avvolge con le braccia per metterti al riparo da ogni pericolo.
Meravigliosi entrambi!
La tua vita è già segnata dalla presenza di un amore immenso, senza tempo e senza misura che ti accompagnerà in ogni momento, durante il cammino della tua vita, che ti auguro serena e felice.
Auguri!


Tre cose ci sono rimaste del paradiso:
le stelle, i fiori e i bambini

Un mercante mandò il figlio ad apprendere il segreto della felicità dal più saggio di tutti gli uomini.
Il ragazzo vagò per quaranta giorni nel deserto, finché giunse a un meraviglioso castello in cima a una montagna. Là viveva il Saggio che il ragazzo cercava.Invece di trovare un sant'uomo, però, il nostro eroe entrò in una sala dove regnava un'attività frenetica: mercanti che entravano e uscivano, ovunque gruppetti che parlavano, una orchestrina che suonava dolci melodie. E c'era una tavola imbandita con i più deliziosi piatti di quella regione del mondo.
Il Saggio parlava con tutti, e il ragazzo dovette attendere due ore prima che arrivasse il suo turno per essere ricevuto.
Il Saggio ascoltò attentamente il motivo della visita, ma disse al ragazzo che in quel momento non aveva tempo per spiegargli il segreto della felicità. Gli suggerì di fare un giro per il palazzo e di tornare dopo due ore. Nel frattempo, voglio chiederti un favore - Concluse il Saggio, consegnandogli un cucchiaino da tè su cui versò due gocce d'olio - Mentre cammini, porta questo cucchiaino senza versare l’olio. Il ragazzo cominciò a salire e scendere le scalinate del palazzo, sempre tenendo gli occhi fissi sul cucchiaino. Trascorse le due ore ritornò al cospetto del Saggio. Allora - gli domandò questi - hai visto gli arazzi della Persia che si trovano nella mia sala da pranzo? Hai visto i giardini che il Maestro dei Giardinieri ha impiegato dieci anni a creare? Hai notato le belle pergamene della mia biblioteca?
Il ragazzo, vergognandosi, confessò di non avere visto niente. La sua unica preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d'olio che il Saggio gli aveva affidato. Ebbene, allora torna indietro e guarda le meraviglie del mio mondo - disse il Saggio - Non puoi fidarti di un uomo se non conosci la sua casa.Tranquillizzato, il ragazzo prese il cucchiaino e di nuovo si mise a passeggiare per il palazzo, questa volta osservando tutte le opere d'arte appese al soffitto e alle pareti. Notò i giardini, le montagne circostanti, la delicatezza dei fiori, la raffinatezza con cui ogni opera d'arte disposta al proprio posto. Di ritorno al cospetto del Saggio, riferì particolareggiatamente su tutto quello che aveva visto.Ma dove sono le due gocce d'olio che ti ho affidato? - Domandò il Saggio.Guardando il cucchiaino, il ragazzo si accorse di averle versate.Ebbene, questo è l'unico consiglio che ho da darti - concluse il più Saggio dei saggi - Il segreto della felicità consiste nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza dimenticare le due gocce d'olio nel cucchiaino.

Le due gocce d’olio- “ L’Alchimista” di Paulo Coelho

lunedì 15 giugno 2009

CHI SA AMARSI NON E' MAI SOLO

Ci sono persone che vivono legami dipendenti, che non pensano a se stesse, faticano a concentrarsi sulla loro esistenza, a darle valore, faticano a sentirsi importanti, a rendere importante il loro pensare, dire, fare… faticano a stare bene da sole.
È naturale che nei rapporti con gli altri si creino delle dipendenze: si dipende da un compagno, dai genitori, dai figli, … hanno un ruolo importante nella nostra vita gli amici, i colleghi, ecc...
Devono però essere dipendenze libere, in cui c’è scambio, arricchimento e crescita.
Quando il legame significa non avere una vita propria e non riuscire a stare bene con se stessi, diventa asservimento che soffoca chi ama e chi è amato. Non è facile riconoscere una dipendenza affettiva e accorgersi che si sta amando troppo. Molte volte si pensa che sia l’unico modo giusto di amare. Le persone che amano troppo, spesso hanno poca fiducia in sé e non si sentono degne di essere accettate, accolte e amate per come sono. Amare troppo e legare la propria vita a un sentimento è infilarsi in un tunnel di aspettative deluse, di perdita di fiducia in sé, di pensieri ricorrenti, ossessivi e negativi, significa vivere accompagnati dalla sottile sensazione di non essere mai abbastanza per poter essere amati, abbastanza in forma, abbastanza interessanti, abbastanza adeguati. Sono molte le persone che arrivano a crearsi sensi di inferiorità che le porta verso amori tormentati. Nelle loro relazioni affettive la richiesta di attenzioni, rassicurazioni, conferme, è continua e la loro scarsa autostima alimenta pensieri negativi, prima fra tutti la paura di restare soli, perché non si sa vivere da soli! Ma sui nostri pensieri e i nostri modi di essere possiamo intervenire. Il primo passo sta nel rendersi conto di avere un problema e spesso questo avviene quando si è toccato il fondo: dopo essersi a lungo persi di vista per vedersi solo negli occhi dell’altro. Ritrovare la fiducia in se stessi, amare la propria persona, la propria vita, quello che di fa, quello che si è capaci di fare. Bisogna ridefinire la propria identità, acquisire fiducia in sé con la consapevolezza di poter vivere gli affetti con un giusto grado di dipendenza, senza eccedere. Ogni persona deve lavorare su stessa per trovare le strade migliori per uscire dal tunnel. E’ necessario dedicarsi del tempo per rileggere il proprio percorso, capire che cosa sia davvero meglio per sé e rinforzare la personale autostima. E’necessario:
amarsi: la prima e più importante storia d’amore da vivere è quella con se stessi; diventare protagonisti della propria vita: basta aspettare le conferme dagli altri, ma riportare su di sé la responsabilità della propria vita e del proprio stare bene;
apprezzarsi: ogni persona è unica!
Abbandonare paure e autosvalutazioni: rispettarsi e darsi valore;
coltivare: non solo la relazione! Coltivare amicizie, interessi hobby, crea maggior autonomia;
imparare a stare da soli: chi sa stare solo, può costruire storie d’amore alla pari dove le caratteristiche individuali, i ruoli e le competenze si integrano e si arricchiscono.
Solamente dopo essersi ritrovati si potranno costruire rapporti appaganti dove poter esprimersi al meglio, nel rispetto della propria persona e dell’altro.
La solitudine è per lo spirito
ciò che il cibo è per il corpo (Seneca)

“Chi non ama la solitudine
non ama neppure la libertà,
perché si è liberi unicamente quando si è soli"
(Arthur Schopenhauer)
La felicità nasce dalla solitudine
come un fiore nasce dalla terra
Le relazioni con gli altri
sono la pioggia che nutrono la terra
Cercare la felicità evitando la solitudine
È come innaffiare la nuda roccia
Sperando che vi nascano dei fiori

giovedì 21 maggio 2009

LA POCHEZZA … dell’anima

Viviamo in un mondo in cui gli animi sono pervasi da tanta pochezza!
Siamo bombardati da troppi messaggi pubblicitari, che anche se costruiti al fine di commercializzare un prodotto, influiscono nella formazione di ideali e convinzioni dell’individuo. I programmi proposti dalle televisioni esaltano la pochezza umana e sembrano disinteressati a trasmettere ideali o messaggi positivi.
I bambini guardano troppa televisione e attraverso essa si fanno un’idea della realtà in cui vivono. I più piccoli subiscono gli effetti di ciò che vedono e tendono ad imitare idoli proposti dallo schermo costellati da molta violenza.
Le ragazze sognano di diventare veline e inseguono spesso uno stereotipo di bellezza irraggiungibile, vivendo in modo problematico il proprio corpo e da questo, a lungo andare, ne deriva un’insoddisfazione così profonda da rendere la qualità della vita poco gratificante. Il desiderio di voler diventare come qualcuno che si apprezza non per meriti, ma solo per bellezza, potrebbe favorire oltre che disturbi dell’immagine corporea, anche patologie del comportamento alimentare molto gravi. Il telefonino e ivideogiochi stanno distruggendo la fantasia, la creatività, l’attenzione per il mondo. I giovani, anche i più piccoli, passano le giornate con questi aggeggi in mano, inviando un numero illimitato di sms, giocando, e di fatto sviluppando una forma di incomunicabilità irreversibile.
Prestano scarsa attenzione verso chi e cosa li circonda, chi soffre, l’amico che ha bisogno di ascolto, il richiamo di tutto un mondo intorno, gli stimoli culturali, la voglia di conoscenza, niente li tocca, ciascuno è impegnato a costruire il proprio esasperato egoismo. Questa è la realtà dei giovani, quegli stessi giovani che a causa di un mondo troppo virtuale non trovano il supporto adeguato per affrontare le difficoltà della vita, perché viene anche meno il contatto umano.
Occorre che l'uomo riacquisti la consapevolezza di dover riequilibrare gli assetti, altrimenti, inesorabilmente, l'umanità, tecnologicamente avanzata, si avvierà a percorrere la strada dell'autodistruzione.

Quando i giovani battono l'ali per levarsi dalla vita consueta,
quando esce loro dal cuore,
strano e incompreso a loro stessi,
il grido della vita,
quando chiedono d'essere uomini veramente
- questo non è che "sete di sapere",
si dice,
e con l'acqua del sapere
si spegne la loro fiamma.

Eugenio Garin - la Riflessione Di Michelstaedter

domenica 10 maggio 2009

LA PASSIONE DI …vivere

La differenza fra gli individui nell’affrontare la vita è la passione che ognuno mette nel fare le cose.
Alcune persone amano tutto della vita: la natura, gli uomini, gli animali, tutto il mondo che le circonda. Vogliono vivere appieno e con passione la loro vita. Li accompagna la voglia di vivere il mondo con tutti i sentimenti e tutte le passioni, pensano che, nonostante le esperienze negative che affrontano nel quotidiano, la vita è bella e vale la pena di viverla intensamente. Altri credono che tutto intorno a loro, sia insensato, poco significativo, che vivere sia faticoso, un dovere da assolvere. Affogano nella routine e tutto scivola loro addosso senza sfiorarli e coinvolgerli più di tanto. Sprecano il loro tempo, immersi in un quotidiano insignificante, impiegano le loro energie trasmettendo e assorbendo tutte le negatività possibili. A loro bisogna ribadire che dentro il proprio animo esiste una forza particolare, da cui nasce la passione di vivere intensamente ogni attimo e che è l’appassionarsi, anche alle cose che possono sembrare piccole e futili, dà gioia.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

...

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.

...

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Ode alla Vita - Martha Medeiros

domenica 3 maggio 2009

COMUNICARE...genitori e figli

Chi si accinge ad affrontare l’impresa di crescere un figlio, sente la necessità di “apprendere” tecniche e metodi e ha paura di commettere errori anche nelle cose più semplici. La preoccupazione di essere un buon genitore, la consapevolezza della gravità del compito a cui si è chiamati nel diventare genitori, prevedono riflessioni, confronti e scelte continue di atteggiamenti da assumere nei diversi contesti. Sopra a ogni cosa c’è il voler dare di tutto e di più. Quanto è difficile, spesso, per molti genitori, costruire relazioni profonde, intese intense di valori che vanno al di là del dare materiale! Ed ecco allora che ai figli manca la capacità di appassionarsi alle idee, immersi in una sorta di materialismo e consumismo estremo e con un vuoto immenso nell’anima. I ragazzi non vogliono essere ricoperti e soffocati di tutto, hanno, piuttosto, bisogno che i loro genitori parlino con loro, li aiutino a capire che oltre c’è dell’altro, che è in fondo all’animo che devono ricercare il senso della loro esistenza, la serenità e la forza necessaria per affrontare la vita. E’ attraverso il “Comunicare” continuo al genitore, le emozioni, paure, fantasie, che si stabilisce la vera sintonia "affettiva" e il figlio cresce in modo armonico e sereno. Non si tratta di comunicazioni sterili, ma del vero e proprio dialogo, il parlarsi per condividere contenuti, emozioni, sentimenti, problemi. Ma il tempo dedicato alla comunicazione oggi è ridotto, forse, al minimo storico! Oggi si parla poco, si guarda tanta televisione, tanta navigazione su Internet, radio, sport, sms e telefonate agli amici, il tutto a spese del dialogo familiare! Il problema è che le famiglie (genitori e figli) non riescono a comprendere che tutti i loro rapporti, i loro conflitti e anche il loro amore, sono in funzione del distacco. Tempo addietro il concetto di distacco era assente o era addirittura negato: si pensi a quanti genitori pretendevano che i figli vivessero con loro anche dopo che si erano sposati. Il risultato erano incomprensioni a non finire. Il distacco è il momento in cui un figlio decide di vivere la propria vita, di camminare con le proprie gambe. È chiaro che l'amore resta immutato, ma il rapporto deve continuare attraverso una comunicazione efficace e funzionale basata sull'ascolto che deve essere empatico e non giudicante. Questo permette di capire le reali richieste dei figli, il sostegno che inconsciamente richiedono sempre ai genitori riguardo alle loro scelte. Un rapporto di dialogo e confronto teso a creare senso di fiducia, affetto, rispetto, mantenendo vivo il senso di appartenenza.

Gli individui che nell'infanzia non hanno dovuto subire violazioni alla loro integrità

e a cui è stato consentito di sperimentare protezione, rispetto e lealtà da parte dei loro genitori,

da giovani e anche in seguito saranno intelligenti, ricettivi, capaci di immedesimarsi negli altri e molto sensibili.

Godranno della gioia di vivere...

Alice Miller -"La persecuzione del bambino"