Nei giorni scorsi ha attirato la mia attenzione una notizia di cronaca legata a fatti di corruzione e di spreco di denaro pubblico. Da sempre questo argomento mi ha fatto arrabbiare! Non posso accettare che, mentre la gente fa i salti mortali per poter sfamare i propri figli, mentre in alcune scuole i bambini fanno lezione con il cappotto perché non ci sono soldi per il riscaldamento, mentre c’è chi si dà fuoco perché ha perso il lavoro, C’È CHI IL DENARO PUBBLICO LO RUBA SENZA PUDORE!!!!!!!! Ma andiamo con ordine. La notizia è che Bertolaso riceve un avviso di garanzia per corruzione e quattro dei suoi diretti collaboratori vengono arrestati. Le motivazioni spiegate dal magistrato sono: tangenti pagate con denaro, ville, auto di lusso ed escort in cambio di appalti milionari per i lavori del G8 alla Maddalena e per la realizzazione o la ristrutturazione di imponenti impianti sportivi in occasione dei mondiali di nuoto del 2009. Un quadro veramente inquietante circa la realtà degli appalti pubblici in Italia e notizie varie altrettanto agghiaccianti che farebbero emergere un continuo scambio di favori, anche sessuali, tra Bertolaso e i beneficiari degli appalti per le ricostruzioni in Abruzzo e alla Maddalena, dove si sono spesi inutilmente centinaia di milioni. Ebbene, Bertolaso, risponde con dignità all’incriminazione ricevuta. Dando esempio di civiltà e di senso dello stato, riconosce all’autorità giudiziaria il diritto di indagare sulla sua eventuale responsabilità diretta o indiretta che possono averlo coinvolto. E così, come farebbe qualsiasi alta carica pubblica in circostanze simili, SI DIMETTE. Cosa fa invece il capo del governo? Respinge le dimissioni, aggiungendo l’ennesimo attacco alla magistratura e annuncia che presenterà un D.L. per la trasformazione della Protezione Civile in S.P.A. No, non è una sua barzelletta. E’ intenzione del premier: trasformare lo Stato in S.P.A . Il piano era già in atto da tempo, poiché, il capo del governo italiano sapeva che usare il capo della Protezione Civile a proprio piacimento era il modo migliore per apparire davanti al mondo come il superman che salva tutti con velocità ed efficacia assolute. Basta far passare tutto ciò che è emergenza (il che comporta interventi immediati e spesso esenti da controlli) come normale amministrazione. Il far passare per straordinari ed urgenti eventi ed interventi che non lo sono affatto, rende tutto più rapido e lodevole anche se poi, in realtà, … è in atto il piano opposto: far passare per non emergenza quella che invece lo è per davvero: catastrofi ed alluvioni annunciate come Messina, prevenire frane ed inondazioni in territori dove lo stato di pericolo è da tempo segnalato ed accertato, portare a termine i lavori della Salerno – Reggio Calabria …. MA…TUTTO CIO’ PUO’ ATTENDERE. Così come può attendere l’emergenza dell’economia del paese che richiederebbe riforme e provvedimenti urgenti per arginare la disoccupazione. Quale macchina potrebbe funzionare meglio della Protezione Civile trasformata in S.P.A (quindi proprietà privata), per blindare sprechi, corruzioni e fiumi di denaro pubblico, senza dover perder tempo in stupide e noiose rendicontazioni, come richiederebbe altrimenti la legge, affinché il denaro pubblico non vada sperperato? La Maddalena…. tirata a lucido e poi, dopo il G8 traslocato all'Aquila, lasciata sola con il suo sogno infranto e i suoi cocci da raccogliere. Trecentotrenta milioni investiti, ... a che cosa potrà mai servire questa cattedrale nel deserto? Questo paradiso di cemento, pietra e vetro costruito alla velocità della luce? Nessuno lo vuole. Il bando di gara è andato deserto. A quale imprenditore conviene prendersi una struttura così, con questi costi e con tutte le pecche che presenta? Siamo di fronte all'ennesimo sperpero di denaro pubblico finito nel nulla e nelle tasche dei nostri governanti. Quando andremo a votare, ricordiamoci di questa gente incapace di gestire i nostri soldi, che conosce solo il modo di appropriarsene e sperperarli con amici e ... parenti!
venerdì 19 febbraio 2010
martedì 12 gennaio 2010
E' iniziato un nuovo anno
Abbiamo iniziato un nuovo anno, a fare un rendiconto di quello passato e a tracciare propositi e idee da attuare in quello in corso. Ci ritroviamo a tirare un bilancio di ciò che è accaduto. In realtà il tempo scorre e a noi non ci rimane che analizzare il nostro vissuto e illuderci che l’anno in corso sia diverso e/o migliore. L'anno trascorso è stato un anno particolarmente intenso di eventi non proprio positivi. Una profonda crisi finanziaria ci ha consegnato un mondo impoverito nell'anima e nelle tasche e precario nel lavoro e nelle idee. Ci ritroviamo a vivere un individualismo estremo che ci costringe ad una perenne conflittualità con il nostro prossimo. Ci autorizza ad assumere atteggiamenti di razzismo estremo senza essere condannati da nessuno, nemmeno da noi stessi. Il principio della solidarietà sembra ormai aver abbandonato il nostro comune sentire e viviamo, sopportando il trascorrere del tempo e degli eventi, non curandoci affatto di chi, nel frattempo, è rimasto spogliato di ogni dignità e diritto, perché senza lavoro e dimenticato dalla società, ... non è più un suo problema, la crisi è un problema mondiale e quindi … di nessuno!!! La tendenza del nostro sistema è ormai scaricare queste persone, che perdono lavoro, come dei sacchetti di sabbia da una mongolfiera, che deve riprendere quota, per riprendersi dai soldi sperperati dalla casta di dirigenti e politici, governanti senza scrupoli e senza rispetto. Domani leggerò in classe l’'art.1 della nostra Costituzione:" L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” Non potrò dire che è un principio che in troppi fanno finta di non sapere! Anzi è un principio scomodo, che va rivisto, o come afferma il ministro Brunetta “Stabilire che l'Italia e' una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla", secondo lui, inoltre, la riforma della Costituzione dovrà riguardare anche la prima parte, "a partire dall'articolo 1", e non solo la seconda! Penso che parole o commenti siano superflui! Dedico solo un augurio e un pensiero felice per il 2010 a tutti coloro che adesso guardano la vita con poca fiducia nel futuro, con la paura del domani e mi auguro che le coscienze di chi è stato più fortunato si rinsaldino tra loro, così da permettere a tutti di credere ancora in un mondo migliore, destinato a tutti e non a pochi!
sabato 12 dicembre 2009
Vivere … il Natale
Amo il Natale, l’atmosfera magica che avvolge presepi, alberi e quanto di natalizio si vede e si respira.
Ogni anno, il mondo festeggia il Natale nei modi più svariati, dalle luminarie al presepe e all'albero. Il Natale non è una festa riservata ai cristiani ma è carica di una valenza antropologica. I valori della quotidianità della vita, le relazioni umane, l’amicizia, l’amore, la fraternità sono legati a questo giorno al punto che tra credenti e non credenti, la festa rimane tale per tutti: il clima dell’incontro, della gioia, dell’intimità è da tutti condiviso.
Il Natale è un’occasione per riaccendere una speranza che riguarda l’umanità intera: in questo senso, tutti noi sappiamo benissimo "cos’è" il Natale. Eppure, ciascuno di noi ne ha un’immagine personalissima, legata ai ricordi d’infanzia e ai Natali vissuti, a volti e parole di persone amate, a consuetudini che ha voluto conservare o ricreare, e ciascuno cerca di viverlo ogni anno secondo quell’immagine.
A casa mia si preparava un albero artificiale, sempre allo stesso modo e con le solite palline! Ma ciò che faceva percepire a tutti la gioia del Natale erano i preparativi per la vigilia: le pentole bollivano, le donne si riunivano per preparare insieme i dolci e predisporre le nove portate, indispensabili perché la cena fosse “la cena della vigilia di Natale”, unica in tutto l’anno! Anche la frutta …. Era caratteristica, si conservavano le mele nella paglia, l’uva appesa e sotto spirito, i fichi d’india, i cachi e la sera di Natale si mettevano sulla tavola e si consumavano in abbondanza insieme ad arachidi, noci e fichi secchi. Nel camino si metteva “u Zuccu”, non la solita legna, ma un ceppo nodoso e grande, che durava per tutta la notte e la mattina seguente si trovavano ancora braci ardenti. Si andava a letto e si aspettava per ascoltare le strenne che venivano cantate la notte per tutto il periodo natalizio. La mattina si andava a messa e per le vie del paese suonavano le zampogne, non erano del luogo, venivano dai paesi vicini, ma non ricordo di preciso da dove. Nella chiesa vi era il presepe: c’era molto muschio, la capanna e le montagne erano fatte di legno, le state erano semplici; ricordava un paesino di montagna, io lo guardavo incantata, desideravo tanto farlo a casa. Alle superiori, in collegio, le suore, tutte le mattine, in prossimità del Natale, ci svegliavano con le musiche natalizie...
A Natale sembrava tutto magico, ci si aspettava che il Natale portasse pace e dialogo, quella festa era sentita come un’opportunità preziosa per diventare migliori.
Amo la poesia “Natale” di Butera, mi ricorda quell’aria di autenticità che portava con sé il Natale.
Il Natale, per me, era e resta la festa più bella e più sentita dell’anno.
Il Natale, per me, era e resta la festa più bella e più sentita dell’anno.
Il giorno della vigilia è morto mio padre, ma questo evento ha reso il Natale per me ancora più intenso, di raccoglimento e riflessione.
Natale
'A solita zampugna colarusa,
Natale
'A solita zampugna colarusa,
Ccu ra nive, è scinnuta a ra marina;
E, mmo, de vientu e dde lamientu chjna,
Sona ra ninna ad ogne pporta chiusa.
E' ra santa Vijìlia de Natale.
Sona, zampugna! Sona 'a Pasturale!
Sona! Pped'ogne nnota chi me porta
Mo chianu chianu e mmo cchiù fforte 'u vìentu,
Intra 'stu core miu turnare sientu
Tutta 'na vita chi cridivi morta,
E mmi s'acqueta 'n core ogni tturmientu
E ppassu supra ad ogne ccosa storta.
Mentre staju ccussì, tra dormebbiglia,
Trase ru suonu duce de 'na n'gaglia;
M'accarizza re ricchie, me rispiglia,
E mme porta, ccussì, cumu 'na paglia,
Ppe' fforza de va vide quale 'ncantu,
A ttiempi 'e mo luntani 'u 'sse sa qquantu
E, all'umbra de 'na granne ciminera,
Viju 'n'ardente, caru fuocularu;
E, all'umbra de 'na granne ciminera,
Viju 'n'ardente, caru fuocularu;
'Nu zuccu 'ncarpinatu paru paru
Arde ccumu 'na cima de jacchèra;
'Ntuornu cce su': 'nna vecchiarella accorta
E Nnannu e Ttata. Mamma, no! M'è mmorta!
'A vecchiarella mia, fusu e ccunocchia,
Fila ccumu sulìadi 'n quatraranza;
Iu le zumpu cuntientu a re jinocchia,
Illa me cunta llesta 'na rumanza…
E ra zampugna sona 'n luntananza
E ri cumpagni mie le fàu ra rocchia.
Sona, zampugna! Pòrtame luntanu,
A ri tiempi filici 'e quatraranza;
A Nnanna chi filava cchianu chianu
'Ntramente me cuntava 'nna rumanza;
A ru zuccu chi ardìa, ssempre cchiù cchiaru
Sutt'a camastra de 'nu fuocularu
Vittorio Butera
Vittorio Butera
domenica 22 novembre 2009
IL MALE DI …vivere
Oggi si cerca di dare spiegazione a tutti i malesseri delle persone, che sono così comuni fin dalla più tenera età e si tende a classificare e spiegarne ogni stato d’animo. Ogni persona è il risultato di un insieme di esperienze che la porta ad assumere atteggiamenti verso la vita e il prossimo. Tutte le problematiche di un individuo sono legate, oltre che ad un’indole personale che lo predispone ad affrontare i vissuti, ad esperienze che ne caratterizzano la personalità.
I malesseri e gli stati di sofferenza più comuni sono provocati da conflitti personali, familiari o lavorativi, situazioni di crisi associate ad elevata sofferenza emotiva (separazioni, lutti..), periodi di grave stress, decisioni difficili. Si manifestano con insonnia, depressione, fobie, ossessioni, attacchi di panico, …
L’ambito dei conflitti sul lavoro è estremamente ampio, e include le situazioni più disparate, dai problemi di inserimento nel gruppo dei colleghi alle difficoltà di gestione delle relazioni fino ad arrivare a situazioni di mobbing che sono le più lesive. Le fobie costituiscono il disturbo d'ansia più comune. Sono paure fuori dall'ordinario, irrazionali, intense e persistenti nei confronti di oggetti o situazioni particolari. I disturbi d’ansia possono compromettere la qualità di vita delle persone che ne sono affette poiché esse vivono in uno stato di tensione continua. Si preoccupano non solo per gli eventi quotidiani della vita, per lo stress a cui sono sottoposti, ma per qualsiasi cosa: i familiari, la salute, la situazione economica, il lavoro, il mondo che li circonda. Le ossessioni sono idee fisse, irrazionali che si presentano ripetutamente nella mente di un individuo.
La naturale conseguenza di molti di questi disturbi è un progressivo isolamento, prima dagli amici, poi dal lavoro, riducendo al minimo le proprie attività.
La famiglia e gli amici devono essere attenti a diventare protagonisti e risorsa dell’individuo sofferente. E’ necessario prevenirne l’isolamento e stimolarlo alla comunicazione e all’apertura verso il mondo esterno.
I malesseri e gli stati di sofferenza più comuni sono provocati da conflitti personali, familiari o lavorativi, situazioni di crisi associate ad elevata sofferenza emotiva (separazioni, lutti..), periodi di grave stress, decisioni difficili. Si manifestano con insonnia, depressione, fobie, ossessioni, attacchi di panico, …
L’ambito dei conflitti sul lavoro è estremamente ampio, e include le situazioni più disparate, dai problemi di inserimento nel gruppo dei colleghi alle difficoltà di gestione delle relazioni fino ad arrivare a situazioni di mobbing che sono le più lesive. Le fobie costituiscono il disturbo d'ansia più comune. Sono paure fuori dall'ordinario, irrazionali, intense e persistenti nei confronti di oggetti o situazioni particolari. I disturbi d’ansia possono compromettere la qualità di vita delle persone che ne sono affette poiché esse vivono in uno stato di tensione continua. Si preoccupano non solo per gli eventi quotidiani della vita, per lo stress a cui sono sottoposti, ma per qualsiasi cosa: i familiari, la salute, la situazione economica, il lavoro, il mondo che li circonda. Le ossessioni sono idee fisse, irrazionali che si presentano ripetutamente nella mente di un individuo.
La naturale conseguenza di molti di questi disturbi è un progressivo isolamento, prima dagli amici, poi dal lavoro, riducendo al minimo le proprie attività.
La famiglia e gli amici devono essere attenti a diventare protagonisti e risorsa dell’individuo sofferente. E’ necessario prevenirne l’isolamento e stimolarlo alla comunicazione e all’apertura verso il mondo esterno.
giovedì 22 ottobre 2009
VIVERE CON…gioia
Una serie di ricerche condotte da Martin Seligman, psicologo e saggista statunitense, docente di psicologia all’Università della Pennsylvania, (autore di molti Best-Seller, come Imparare l'Ottimismo, Come Crescere Un Bambino Ottimista e La Costruzione Della Felicità), hanno dimostrato che esistono persone felici anche tra i miserabili e che la felicità non è legata alla salute, alla giovinezza, all’aspetto fisico, alla cultura… Certo, tutte queste cose possono aiutare, ma quello che rende felici le persone è qualcosa di meno tangibile che può essere definito come l’atteggiamento psicologico verso la vita. Chi affronta la vita con un atteggiamento psicologico positivo, riesce a superare meglio anche periodi difficili e le difficoltà, mentre chi guarda alla propria vita in modo negativo e pessimistico, anche quando ha tutto, non riesce ad essere felice. Al giorno d’oggi abbiamo vite immensamente più comode e piacevoli rispetto ai nostri nonni, possiamo permetterci quello che una volta erano considerati dei lussi inimmaginabili, tuttavia è difficile sostenere che il progresso economico abbia portato la felicità. Una vita ricca di piaceri non è sinonimo di una vita felice. Molte persone sognano di vincere al superenalotto e di poter condurre un esistenza felice. Ma una vita fatta di piaceri, che non comporta mai qualche sfida, è una vita che conduce alla noia e alla depressione L’essere umano ha bisogno di crescere, di mettersi alla prova, di sviluppare i suoi talenti e le sue potenzialità. E’ vero anche che non bisogna fare molti sforzi per essere insoddisfatti e scontenti. Mentre l’infelicità viene da sé, e in abbondanza, la felicità va cercata e costruita giorno per giorno. Molte ricerche hanno dimostrato che le persone ottimiste vivono più a lungo, godono di una migliore salute e hanno dei matrimoni più felici rispetto ai pessimisti. Un ottimismo che non vuol dire fingere che tutto vada bene, ma un atteggiamento psicologico che nasce dalla consapevolezza di essere in grado di affrontare le difficoltà della vita. Mentre i pessimisti tendono a concentrarsi sui problemi, gli ottimisti cercano di concentrarsi sulle soluzioni. La serenità psicologica si ottiene concentrandosi su quello che di buono e di positivo c’è nella nostra esistenza e mettere passione e impegno in quello che si fa nel quotidiano ad iniziare dal nostro lavoro. Purtroppo la precarietà lavorativa e la crisi economica, obbligano molte persone ad accettare lavori mal pagati e poco interessanti, che non permettono loro di esplicitare le proprie potenzialità. Bisogna cercare di mettere il nostro tocco personale in quello che si fa. Se si cerca di utilizzare le proprie potenzialità personali e di vedere il lavoro come un contributo per il bene comune, anche il lavoro più noioso può diventare meno gravoso. Per uno dei massimi poeti italiani contemporanei, Mario Luzi, la felicità non esiste. "Alla felicità io non credo. È una chimera, un miraggio che ha effettivamente polarizzato singoli e collettività, masse umane addirittura, conducendole anche all'ecatombe. La felicità sarebbe uno stato durevole e io non la vedo possibile nella Terra, nella vita umana, negli accidenti che la compongono. Mentre, ecco, la gioia, per esempio è possibile. La vedo come un dono gratuito della vita che può scatenarsi quando uno non se l'aspetta neanche". Cerchiamo, dunque, di godere pienamente di quei momenti di gioia che ci ricerva la vita e di renderli più preziosi!
venerdì 18 settembre 2009
LA CALUNNIA È … un venticello
Gli ultimi tempi mi è capitato di vivere situazioni che mi hanno fatto riflettere sulla forza e l’influenza che possono avere le bugie nella vita delle persone.
La bugia in alcuni casi può essere considerata deplorevole ma tutto sommato innocua.
Quando invece colpisce le persone e va a ledere la dignità e il modo di vivere degli individui diventa abominevole!
Pensavo all’aria di Rossini che descrive la calunnia nei dettagli e per bene.
Tuttavia c’è da fare un’osservazione: oggi a differenza di un tempo si è più restii a credere e a dare per buone tutte le dicerie… col tempo si è rafforzato il beneficio del dubbio!
Resta comunque vero che è difficile cancellare le “verità” che si affermano con le calunnie!!!
La calunnia è un venticello
Un'auretta assai gentile
Che insensibile sottile
Leggermente dolcemente
Incomincia a sussurrar.
Piano piano terra terra
Sotto voce sibillando
Va scorrendo, va ronzando,
Nelle orecchie della gente
S'introduce destramente,
E le teste ed i cervelli
Fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo
Lo schiamazzo va crescendo:
Prende forza a poco a poco,
Scorre già di loco in loco,
Sembra il tuono, la tempesta
Che nel sen della foresta,
Va fischiando, brontolando,
E ti fa d'orror gelar.
Alla fin trabocca, e scoppia,
Si propaga si raddoppia
E produce un'esplosione
Come un colpo di cannone,
Un tremuoto, un temporale,
Un tumulto generale
Che fa l'aria rimbombar.
E il meschino calunniato
Avvilito, calpestato
Sotto il pubblico flagello
Per gran sorte va a crepar.
Rossini - Il Barbiere di Siviglia
La calunnia è un vocabolo sdentato
che quando arrivaa destinazione
mette mandibole di ferrro
Alda Merini
La bugia in alcuni casi può essere considerata deplorevole ma tutto sommato innocua.
Quando invece colpisce le persone e va a ledere la dignità e il modo di vivere degli individui diventa abominevole!
Pensavo all’aria di Rossini che descrive la calunnia nei dettagli e per bene.
Tuttavia c’è da fare un’osservazione: oggi a differenza di un tempo si è più restii a credere e a dare per buone tutte le dicerie… col tempo si è rafforzato il beneficio del dubbio!
Resta comunque vero che è difficile cancellare le “verità” che si affermano con le calunnie!!!
La calunnia è un venticello
Un'auretta assai gentile
Che insensibile sottile
Leggermente dolcemente
Incomincia a sussurrar.
Piano piano terra terra
Sotto voce sibillando
Va scorrendo, va ronzando,
Nelle orecchie della gente
S'introduce destramente,
E le teste ed i cervelli
Fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo
Lo schiamazzo va crescendo:
Prende forza a poco a poco,
Scorre già di loco in loco,
Sembra il tuono, la tempesta
Che nel sen della foresta,
Va fischiando, brontolando,
E ti fa d'orror gelar.
Alla fin trabocca, e scoppia,
Si propaga si raddoppia
E produce un'esplosione
Come un colpo di cannone,
Un tremuoto, un temporale,
Un tumulto generale
Che fa l'aria rimbombar.
E il meschino calunniato
Avvilito, calpestato
Sotto il pubblico flagello
Per gran sorte va a crepar.
Rossini - Il Barbiere di Siviglia
La calunnia è un vocabolo sdentato
che quando arrivaa destinazione
mette mandibole di ferrro
Alda Merini
giovedì 23 luglio 2009
TUTTO PASSA
Panta rei os potamòs (dal greco πάντα ῥεῖ), tradotto come “Tutto scorre come un fiume” è il celebre aforisma attribuito ad Eraclito. L'espressione proviene da un frammento del trattato sulla natura “Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’ impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va”. In questo frammento Eraclito sottolinea come l'uomo non possa mai ripetere la stessa esperienza per due volte poiché egli è sottoposto alla legge inesorabile del tempo, ed è proprio vero: tutto scorre, tutto muta, tutto si evolve...
Tutto è destinato a cambiare, il tempo passa inesorabile e noi assistiamo impotenti a questi cambiamenti e alla velocità con cui tutto passa. Sembrava ieri … il ricordo di un vissuto lontano e ti rendi conto che è trascorso un pezzo di vita, ti rendi conto di quanto sia breve la vita!!!
Non è una riflessione pessimistica, ma una costatazione della realtà, che purtroppo non ci porta da nessuna parte se non alla necessità di dare un significato più profondo al nostro vivere.
Nei momenti brutti della nostra vita pensare che il tempo passa ci può aiutare, ci aiuta ad affrontare le situazioni difficili, ma in altri momenti ci deve spingere a vivere pienamente e consapevolmente, ad assaporare ogni attimo della vita perché il tempo, considerando come ci sfugge, … è prezioso!
Poiché il tempo non è una persona
Tutto è destinato a cambiare, il tempo passa inesorabile e noi assistiamo impotenti a questi cambiamenti e alla velocità con cui tutto passa. Sembrava ieri … il ricordo di un vissuto lontano e ti rendi conto che è trascorso un pezzo di vita, ti rendi conto di quanto sia breve la vita!!!
Non è una riflessione pessimistica, ma una costatazione della realtà, che purtroppo non ci porta da nessuna parte se non alla necessità di dare un significato più profondo al nostro vivere.
Nei momenti brutti della nostra vita pensare che il tempo passa ci può aiutare, ci aiuta ad affrontare le situazioni difficili, ma in altri momenti ci deve spingere a vivere pienamente e consapevolmente, ad assaporare ogni attimo della vita perché il tempo, considerando come ci sfugge, … è prezioso!
Poiché il tempo non è una persona
che potremmo raggiungere sulla strada
quando se ne sarà andata,
onoriamolo con letizia e allegrezza di spirito
quando ci passa accanto.
Wolfgang Goethe
Siccome una giornata bene spesa dà lieto dormire,
così una vita bene usata dà lieto morire.
Siccome una giornata bene spesa dà lieto dormire,
così una vita bene usata dà lieto morire.
Leonardo Da Vinci
Il tempo è la forma in cui noi diventiamo padroni e consci
del nostro essere spirituale,
della nostra natura vivente,
opposta alla morta materia e alla rigida meccanica.
Quel che noi siamo,
lo diventiamo non solo nel tempo, ma grazie al tempo.
Non solo siamo la somma dei singoli momenti della nostra vita,
ma il prodotto dei nuovi aspetti che essi acquistano ad ogni nuovo momento.
L’esistenza riceve vita solo dalla prospettiva
di un presente che risulta dal nostro passato.
Non c’è felicità fuori dal ricordo.
Il tempo è la forma in cui noi diventiamo padroni e consci
del nostro essere spirituale,
della nostra natura vivente,
opposta alla morta materia e alla rigida meccanica.
Quel che noi siamo,
lo diventiamo non solo nel tempo, ma grazie al tempo.
Non solo siamo la somma dei singoli momenti della nostra vita,
ma il prodotto dei nuovi aspetti che essi acquistano ad ogni nuovo momento.
L’esistenza riceve vita solo dalla prospettiva
di un presente che risulta dal nostro passato.
Non c’è felicità fuori dal ricordo.
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